Persona Festival 2015 – Firenze 37 Incontri Internazionali di Cinema e Donne

In sei giorni il nuovo cinema firmato donna. Titolo di quest’edizione: PersonaLID_37w
omaggio cinefilo al film anticipatore di Bergman, ma anche esplorazione dei diritti umani su cui
riflette e lavora oggi il cinema delle registe.
Ospite d’onore la cinematografia tunisina, in omaggio alle donne dell’unica primavera araba ancora capace difendere i suoi fiori dal gelo dell’oscurantismo e della violenza fanatica. In collaborazione con l’Ambasciata di Roma sarà presentato Le Challat de Tunis di Kaouthar Ben Hania, un film sorprendente, forte, girato tra fiction e documentario per indagare sulla realtà delle donne nel dopo rivoluzione.
Incursione in Svezia, all’avanguardia nelle politiche di genere e nella difesa dei diritti umani. La riunione di Anna Odell, mix personalissimo di entrambi i temi.
Il programma Uma casa portuguesa ci porta dentro i mondi delle nuove documentariste e conferma
l’eccellenza nell’animazione.
Quest’anno tante campionesse italiane per cui tifare. Esordi promettenti come quello di Alessia Scarso,  e amiche del festival, da sempre, come Elisabetta Pandimiglio e Daria Menozzi con  Sbagliate, Wilma Labate con Qualcosa di noi e Antonietta de Lillo con La pazza della porta accanto. Tutte anticipatrici e protagoniste della rinascita contemporanea, eredi di una grande tradizione nazionale che le registe rielaborano in modo proprio e imprevedibile. Capaci di emozionare, incidere sulla percezione dei grandi temi, incrociando punti di vista non scontati.
Manifesto_37FI Il manifesto è la pelle del Festival. E’ l’oggetto erotico che lo accompagna per tutta la sua vita. Una promessa di piacere che lo precede. Durante la manifestazione svolge funzioni essenziali e autonome. Leggero diaframma, protegge/offre immagine e pensiero ad ogni tipo di spettatore.
Introduce presentazioni, pubblicazioni, supporti di film e dvd, sostenendo l’impatto di mani attente e sensibili o distratte e frettolose. Attrae e cattura sguardi e obiettivi. Scala muri e occupa spazi, autorizzato, ma anche
no. Lavoro tosto da Cyborg. Se bello, lo è anche in frammento strappato. Viaggia veloce sui media con le modalità di Alice nel paese delle Meraviglie, diventando piccolissimo come un tag sulle news dei dispositivi di ricezione privata ed enorme sugli schermi di proiezione pubblica. Viaggia anche nel tempo e quando ha assorbito
sufficientemente atmosfere, contenuti ed eventi, ne diventa segno/parte indissolubile e significante della memoria del festival. Capace di tutto questo e di altro ancora, il dono prezioso di Gianni Dorigo per la 37a edizione del Festival Internazionale di Cinema e Donne di Firenze Persona. Perfetto nella capacità di adesione al tema e ai contenuti del festival. Prezioso nell’ideazione artistica e nell’equilibrio armonico degli
elementi che lo compongono. Tensioni cromatiche iscritte nella luce, la materia stessa del cinema. Colori caldi nella scacchiera delle complessità e protagonismo delle figure che scattano nei grigi
rifiutando di fondersi nel colore.
Relazione, complessità e complementarietà nei primi piani delle donne del maestro del Nord Ingmar Bergman: sguardi in macchina, coraggio e forza. Testimonianza dell’essere al centro della vicenda film, e della storia
in senso più ampio, con consapevolezza, senza arroganza. Bello il sorriso, un po’ nascosto e non enigmatico di Margarethe von Trotta virata nelle luci della Gioconda. Colpo d’occhio potente e imprintig duraturo negli sguardi e nei cuori.

Per tutte le info Laboratorio Immagine Donna FIRENZE

dal Festival – Sbagliate di Daria Menozzi e Elisabetta Pandimiglio

circola

Circolo del Cinema a soggettività femminista, attivo dal 1996 da Cagliari al mondo

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